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Retargeting: una Strategia Vincente per gli E-Commerce

Qualsiasi attività promozionale online, oltre a raggiungere l’obiettivo prefissato per una specifica campagna, dovrebbe far fruttare al meglio il budget pubblicitario destinato agli annunci a pagamento. In quest’ottica, il retargeting rappresenta senz’altro la strategia migliore per ottimizzare gli sforzi pubblicitari e raggiungere l’audience più indicata.
Intercettare il giusto pubblico, infatti, è da sempre la principale sfida che impegna quotidianamente gli inserzionisti online di tutto il mondo, qualsiasi sia il brand e il settore di attività. Per questo motivo, risulta cruciale avere la possibilità di restringere il target limitandolo solo agli utenti che abbiano in qualche modo mostrato interesse verso il proprio brand, e di conseguenza siano già predisposti ad acquistare. Infatti, le persone sono maggiormente propense a comprare prodotti e servizi da brand che già conoscono piuttosto che da aziende nelle quali incappano per la prima volta navigando online.
In tal senso, una strategia di retargeting risulta perfetta ed in linea con queste premesse, in quanto permette di ingaggiare utenti che hanno interagito in precedenza con i canali digitali aziendali, con l’obiettivo di coinvolgerli nuovamente con differenti messaggi e offerte mirate basate sugli interessi mostrati durante la precedente navigazione sul sito e-commerce.
Il principale punto di forza del retargeting sta proprio nel fatto che l’audience sulla quale si concentra tutta l’attività pubblicitaria è composta esclusivamente da utenti che sono già entrati in contatto con i canali online dell’azienda, e di conseguenza sono già consci dell’esistenza del brand e probabilmente dei relativi prodotti e servizi. Generalmente, solo una piccolissima parte del traffico web si conclude infatti con una conversione già alla prima visita ed è proprio grazie al retargeting che le aziende riescono a restare visibili a quei potenziali clienti che, per qualsiasi motivo, hanno deciso di non portare a termine subito un acquisto.
Per rendere tutto questo possibile, i principali strumenti di advertising online (come Google Ads e Facebook Ads che la fanno da padrone) prevedono di default una funzione che consente agli inserzionisti di integrare nel proprio portale una piccola stringa di codice che rilascia nel browser dell’utente delle “tracce”, i cosiddetti cookie. Questi cookie memorizzano le visite e le azioni realizzate dai visitatori nel sito (come aggiunte di prodotti al carrello, compilazione e invio di form di contatto, processi di checkout non conclusi e molto altro ancora). Una volta abbandonato il sito e-commerce, gli utenti possono essere rintracciati durante la navigazione su siti web terzi, sui social media e nelle diverse piattaforme digitali grazie alle informazioni registrate nei loro browser, potendo così essere ingaggiati nuovamente con annunci mirati, basati sugli interessi mostrati in precedenza e registrati grazie ai cookie.
Google, il motore di ricerca più utilizzato al mondo, consente di attivare campagne di retargeting mirate su segmenti di pubblico personalizzati in base al comportamento realizzato dagli utenti su un sito web. Ad esempio, è possibile impostare una campagna che vada ad intercettare solo gli utenti che hanno aggiunto prodotti al carrello senza però concludere l’acquisto, ingaggiandoli con messaggi differenti o con offerte speciali, con l’obiettivo di riportarli sul sito e concludere la conversione. Inoltre, è possibile pianificare attività di cross-selling e up-selling che intercettino utenti che hanno precedentemente acquistato determinati prodotti e che potrebbero essere interessati a comprare anche articoli complementari o di categoria superiore.
Un'altra strategia spesso utilizzata dagli advertiser di e-commerce riguarda l’attivazione di campagne aventi come target gli utenti interessati a specifiche categorie di prodotto, realizzabile creando un segmento di pubblico che comprenda solo gli utenti che hanno visualizzato le pagine di una categoria specifica di articoli, ai quali proporre uno sconto dedicato a quella data categoria merceologica.
Anche Facebook consente agli inserzionisti di attivare campagne simili a quelle realizzate su Google, ovvero basate sul comportamento dei visitatori sul sito web grazie all’installazione del Pixel (il sistema di Facebook per il rilascio di cookie nel browser dell’audience). Questo offre la possibilità di intercettare una fetta di pubblico basandosi anche sul comportamento degli utenti sul social network stesso, andando ad esempio ad impostare campagne con offerte e messaggi specifici rivolti ai soli utenti che hanno interagito con la propria pagina Facebook o i relativi contenuti nell’ultimo mese.
Va tuttavia evidenziato che è necessario specificare sempre sul proprio sito web l’utilizzo di questi cookie, in modo da risultare trasparenti nei confronti degli utenti che atterrano sul portale e, ancora più importante, per rispettare le normative in materia di cookie policy.
Ovviamente una campagna di retargeting non è un’azione di marketing a sé stante, ma va inserita in una strategia digitale di più ampio respiro. Se correttamente impostata, però, può risultare molto redditizia.


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