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Dopo 767 giorni di cantiere Be Factory è pronta ad ospitare aziende e centri di ricerca

07/09/2020 - Oltre 5.800 metri cubi di pannelli in legno, 30 mila metri cubi di calcestruzzo, 13.500 metri quadrati di pietra, 7 chilometri di cavi per la fibra ottica, 80 ditte coinvolte, 600 lavoratori impiegati. Questo il bilancio del cantiere per la realizzazione dei nuovi spazi produttivi “Be Factory” in Progetto Manifattura a Rovereto, l’hub della green & sport economy di Trentino Sviluppo progettato da Kengo Kuma, icona dell’architettura sostenibile. I nuovi edifici, ad elevata efficienza energetica e contenuto impatto paesaggistico ed ambientale, ospiteranno aziende innovative attive nei settori della tutela dell’ambiente, delle biotecnologie, della mobilità sostenibile, dell’industria dello sport e dell’edilizia intelligente. L’opera è appena conclusa eppure sono già 9 le realtà che hanno formalizzato un contratto di insediamento, provenienti dal Trentino e da altre regioni d’Italia, alle quali si aggiungono altre 7 aziende in fase di valutazione. Il 15 settembre, a due anni dalla posa della prima pietra, il compendio verrà consegnato dall’impresa appaltatrice, la Colombo Costruzioni di Lecco, alla committente Trentino Sviluppo. Un appalto del valore complessivo di 45,6 milioni di euro, interamente finanziato con fondi europei, che ha generato un importante indotto sul territorio, coinvolgendo in subappalto ben 40 aziende trentine. L’inaugurazione ufficiale si terrà in autunno.

Per la Manifattura Tabacchi di Borgo Sacco il 15 settembre 2020 resterà una data da ricordare. A 165 anni dalla sua fondazione, con la consegna formale a Trentino Sviluppo dei nuovi spazi produttivi “Be Factory”, l’opificio si libera infatti del filo spinato sui muri per aprirsi definitivamente alla città di Rovereto attraverso un camminamento pedonale che – con i suoi 18 mila metri quadrati di superficie – si appresta a diventare il tetto verde più grande d’Italia. Da una parte lo storico edificio dell’Orologio aperto sulla piazza d’armi del vecchio opificio. Dall’altra, una gradinata e una rampa sbarrierata che si congiungono con la ciclabile lungo il torrente Leno. Nella parte interrata sono stati costruiti 25 mila metri quadrati di moduli produttivi di legno e vetro, nati dalla matita dell’archistar giapponese Kengo Kuma e affacciati sulla galleria centrale, intitolata alla memoria di Gianni Lazzari, l’ingegnere che tanto si prodigò attraverso il distretto Habitech per accompagnare l’edilizia trentina verso nuovi modelli sostenibili.
Progetto Manifattura – che già ospita negli edifici storici riqualificati gli uffici di una cinquantina tra aziende, centri di ricerca e startup attive nei settori del green-tech, della domotica, della mobilità sostenibile, dello sport e della qualità della vita – completa così la propria offerta con un’area pensata per rispondere anche alle esigenze produttive delle imprese.
Sono già nove le realtà imprenditoriali delle biotecnologie, dello smart building, dello sportech, dell’agritech e della mobilità sostenibile che hanno formalizzato il proprio ingresso nei nuovi spazi, per una superficie occupata complessiva pari al 38% del totale disponibile; a partire da fine settembre potranno iniziare l’allestimento delle attività produttive nei nuovi moduli. Sette invece le aziende che si trovano in fase di trattativa e valutazione per entrare nell’incubatore, avendo dimostrato interesse per un ammontare di spazi pari al 23% della superficie complessiva. Ad oggi oltre la metà degli spazi disponibili è stata quindi già assegnata o opzionata a fronte di specifiche richieste da parte di gruppi industriali ed aziende innovative.
I nuovi edifici produttivi, a basso impatto ambientale e certificati Leed e Arca, sono caratterizzati dalla classica impiantistica industriale e manifatturiera ma hanno un’estetica di grande livello e si preparano ad ospitare produzioni ad alto tasso di innovazione, con camere bianche e laboratori per la telemedicina, la robotica e lo studio dei materiali.
Le strutture sono state realizzate in 767 giorni di lavoro, circa due anni, da una cordata di 80 ditte, di cui 40 trentine, guidate dall’impresa aggiudicataria dell’appalto, Colombo Costruzioni Spa di Lecco, con 600 lavoratori coinvolti ed un innovativo protocollo a garanzia della sicurezza in cantiere.
L’opera, la più grande di edilizia civile realizzata in Trentino, ha un valore complessivo di 45,6 milioni di euro, finanziati dall’Unione europea, per l’80% tramite il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, in sigla FSC, e per il restante 20% attraverso il Fondo europeo di Sviluppo Regionale (FESR). Gli uffici di Trentino Sviluppo stanno lavorando alla rendicontazione analitica di tutte le spese, sia dal punto di vista amministrativo che contabile, per le verifiche svolte dal Servizio Europa della Provincia, in sede di controlli di primo livello, cui seguiranno i controlli di secondo livello ed infine l’erogazione effettiva dei fondi.
Tra i materiali da costruzione impiegati colpiscono la stesura di 7 chilometri di cavi per la fibra ottica, la posa in opera di 13,5 mila metri quadrati di pavimentazioni in pietra, la gittata di oltre 30 mila metri cubi di calcestruzzo, l’uso di 5.800 metri cubi di pannelli di legno per la struttura portante e la realizzazione di 20 mila metri quadrati di facciate continue, abbellite, lato ciclabile, da un giardino verticale. Saranno invece circa 400 i parcheggi interrati a disposizione delle imprese insediate e dei visitatori, anche dell’ambito storico che sarà quindi a breve “liberato” dai parcheggi e consentirà di valorizzare spazi tutelati di pregio storico e architettonico.
Ora, ultimata la fase di collaudo di impianti e ascensori, non resta che aspettare l’inaugurazione e il taglio del nastro ufficiale previsto per l’autunno, nel rispetto delle cautele imposte dal particolare periodo.

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