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La meccanica nella Cina post Covid

La meccanica rappresenta la metà di tutto l'export italiano in Cina. Un mercato che ha subito il contraccolpo del Coronavirus, ma che si è ripreso in fretta. 
Ne parliamo con da Enrico Mangiagalli, Operations Director di Bonfiglioli, che da Shanghai spiega anche come farsi trovare preparati di fronte a emergenze inaspettate.

Ecco la trascrizione dell'intervista. 

Import
Partiamo da qualche numero: l’import cinese viene per il 50% dagli altri paesi asiatici, come Corea, Giappone e così via. Per quanto riguarda l’Italia, il nostro Paese rappresenta l’1,1% del totale, di cui la metà proviene dal mondo della meccanica e il restante dal settore del lusso, del food e della moda. Questo 1,1%, che potrebbe sembrare irrisorio, risulta invece essere un numero veramente importante per l’Italia, se consideriamo l’enorme flusso economico generato dal colosso asiatico. Questi dati ci fanno capire quindi da un lato che le aziende italiane ed europee hanno importanti sbocchi ed opportunità sul mercato locale. Dall’altro quanto una sorta di autarchia asiatica tenga insieme la Cina e tutti i paesi che le stanno attorno.

Prepararsi agli eventi critici
Per un’azienda è fondamentale essere sempre preparata ad eventi di crisi inaspettati, come lo è stato il Coronavirus. Per farlo deve innanzitutto avere una rete di fornitura diversificata e dislocata in aree diverse, sia nel paese dove opera, sia nel mondo, di modo da avere la possibilità, in caso di emergenza, di accendere e spegnere secondo il bisogno vari tipi di fornitori o varie aree geografiche. Ma non possiamo fermarci qui. È molto importante andare indietro nella catena di fornitura e aver chiara la mappa anche dei fornitori dei dei nostri fornitori. Quando è scoppiata l’emergenza Coronavirus, aver avuto questa informazione ci ha aiutato a muoverci in maniera corretta. Noi infatti non avevamo fornitori diretti che venivano dal Hubei, che è stata la prima provincia cinese ad essere infettata e ad essere soggetta a lockdown. Risalendo però la catena di fornitura, abbiamo visto che invece le chiusure avrebbero colpito anche noi, perché alcuni nostri fornitori compravano materiale da aziende proprio del Hubei. Abbiamo quindi avuto il tempo e la possibilità di attivare altre fonti d’acquisto.

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