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Pacchi bombola sicuri. Spuriot e l’evoluzione intelligente del manometro muto

21/08/2020 - (s.g.) Si chiamano “pacchi bombola”, con un nome che già di per sé evoca qualcosa di molto delicato, che può anche diventare pericoloso se non gestito con estrema attenzione. Sono i sistemi di stoccaggio dei gas speciali ed industriali, dove l’applicazione delle nuove tecnologie può davvero garantire livelli di sicurezza ed efficienza molto alti rispetto ai sistemi tradizionali. Ci lavora un’azienda insediata nel Business Innovation Centre (BIC) di Pergine Valsugana, l’incubatore d’impresa di Trentino Sviluppo, supportata dalla società di sistema provinciale grazie anche ai finanziamenti “Seed Money-FESR”, strumento di sostegno alle imprese innovative alimentato con fondi europei, statali e provinciali. SPURIoT, questo il nome dell’azienda, sta mettendo a punto un sistema composto da sensori wireless interattivi collegati ad una web app in grado di monitorare in tempo reale i principali parametri dei pacchi bombola. L’obiettivo è quello di sostituire il classico manometro “muto” con una soluzione intelligente e competitiva nel prezzo.

SPURIoT fonde il termine tedesco “spur” (traccia, orma) e inglese “to spur” (incitare) proprio ad indicare, nel mercato IoT, un’idea di “pieno controllo”. Non a caso la progettazione e produzione di sistemi di monitoraggio e tracciabilità da integrarsi con le più svariate applicazioni smart sono il core business dell’azienda insediata dal 2018 nel BIC di Pergine Valsugana. Il risultato? Dispositivi e sensori digitali per acquisire posizione e dati, trasmetterli via GPRS (General Packet Radio Service), tecnologie di telefonia mobile cellulare, e renderli disponibili con una “intelligenza digitale” a lunga autonomia.
Oggetti e sistemi che trovano impiego in svariati settori: in campo metrico per il monitoraggio dei livelli, nell’industria 4.0 per l’ottimizzazione dei processi industriali, nel monitoraggio ambientale e nel settore smart tracking per la gestione e la tracciabilità della merce.
La soluzione ideata da SPURIoT è versatile, mobile e tracciabile, nonché compatta e robusta come richiesto da un device di questo tipo, composta da un sistema di sensori portatili, di lunga autonoma o indipendente, configurabili da remoto.
«Il Seed Money - spiega Michele Parise, socio di SPURIoT insieme a Valerio Pernechele e Ivan Costacurta - è stato per noi un trampolino di lancio. Da quell’idea nata qualche anno fa siamo oggi in grado di progettare e produrre un prototipo che trova applicazione nel settore della distribuzione e dello stoccaggio di gas speciali e industriali ma adattabile con gli opportuni accorgimenti anche ad altri settori».
«In particolare, nel settore della distribuzione dei gas – spiega Parise - l’accesso a dati precisi sul livello di riempimento dei serbatoi e altri contenitori di stoccaggio risulta fondamentale per la gestione dell’inventario e dei consumi, per gestire il profilo del cliente, garantire un sistema di protezione dei contenuti e, non da ultimo, garantire la qualità e la sicurezza. Ampie variazioni dei contenuti e dei contenitori, nonché delle condizioni ambientali e della posizione, possono infatti mettere a dura prova l’accuratezza e la tempestività di queste risorse, compromettendone il valore».
Ecco quindi che tra le caratteristiche vincenti di questo prodotto innovativo risiedono proprio nella precisa tracciabilità GPS, la comunicazione mobile e la visualizzazione dei dati, così da garantire al contempo il controllo da remoto configurando ogni singolo device con un clic. Sensori precisi per la misurazione di parametri (i livelli di pressione, stato, ricezione e temperatura) uniti ad un’efficienza dal punto di vista energetico, sono ulteriori vantaggi che renderanno il modulo spendibile a breve sul mercato. Non da ultimo la web app: permette la raccolta in tempo reale dei dati e la relativa visualizzazione ed offre la possibilità di analisi, confronto e monitoraggio della performance e si può facilmente connettere ad altre piattaforme digitali di gestione e controllo, in quanto compatibile con Android e Ios.
«Il prototipo è in fase di sviluppo - spiega Michele Parise - e stiamo ultimando le ultime specifiche per un pre-serie. Ci stiamo concentrando sull’ottimizzare del consumo energetico della scheda, per una maggiore efficienza ed autonomia, poi svilupperemo anche la parte “estetica” del prodotto, l’involucro esterno, così da renderlo più appetibile all’acquirente. Ci piacerebbe inoltre ampliare presto il nostro team e inserire una nuova risorsa in azienda».

Immagini ed interviste a cura dell’Ufficio Stampa


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